Il nome botanico del carciofo è Cynara scolimus, a qualcuno ricorderà sicuramente il famoso amaro pubblicizzato “contro il logorio della vita moderna”. Solo una trovata pubblicitaria o c’è una fondatezza nelle proprietà di questo ortaggio?

Un sano e dietetico made in Italy

Nonostante il nome “carciofo” derivi dall’arabo kharshuf (pianta spinosa), l’Italia, in particolare la Sardegna, è tra i maggiori produttori. Quello che siamo comunemente abituati a vedere sui banchi della verdura è il realtà solo la parte terminale della pianta, che può arrivare a 1,5 metri di altezza e che presenta il periodo di massima raccolta tra novembre ed aprile.

È ora il periodo ideale per utilizzare questo ortaggio, che apporta diversi principi nutritivi:

  • Minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio
  • Fibre, tra cui l’inulina, che consentono di riequilibrare il transito intestinale
  • Cinarina, acido clorogenico e acido caffeilchinico sono i tre principali responsabili delle proprietà benefiche del carciofo

Per conservare integri tutti i principi nutritivi di questa verdura, è fortemente consigliato assumerli crudi, conditi con un filo d’olio o sale e limone; la cottura infatti è come se “disattivasse” gran parte degli attivi, annullandone gli effetti benefici.

Quali proprietà?

Chiunque abbia provato una sola volta un decotto o una tisana a base di carciofo ricorderà sicuramente il sapore amaro. Questa sua caratteristica lo rende però particolarmente adatto come digestivo, ma nella tradizione le erbe amare sono note anche per le loro proprietà depurative. Il carciofo di certo non smentisce la tradizione, infatti:

  • Favorisce la produzione della bile e il suo flusso verso l’intestino; questo consente al nostro corpo di digerire facilmente anche un pasto pesante, ricco in grassi.
  • Agisce sul fegato, attivando le sue cellule e contemporaneamente proteggendole, soprattutto in periodi di sovraccarico epatico.
  • Ha proprietà diuretiche, che associate all’attivazione delle cellule epatiche, favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo.

Per ottenere degli effetti benefici consistenti, dovremmo assumere 300 grammi di carciofi al giorno, per un periodo abbastanza prolungato. Per aggirare questo problema si possono assumere degli integratori a base di estratti concentrati di carciofo, anche in sinergia con altre piante depurative o epatoprotettive.

Dall’alimentazione alla cynaroterapia

In seguito alle numerose pubblicazioni scientifiche fatte su questo ortaggio, il carciofo ha iniziato sempre più ad essere introdotto nel trattamento di diversi disturbi, fino a creare una vera e propria cynaroterapia.

L’effetto globale della cynaroterapia è la stimolazione degli organi emuntori, ovvero di quegli organi deputati all’eliminazione delle sostanze di scarto dal nostro organismo, in particolare fegato, intestino e reni. L’assunzione di succo, estratti secchi o tintura di carciofo porta a un miglioramento della cattiva digestione, del sovraccarico epatico e addirittura dei livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre l’inulina presente nel carciofo contribuisce al mantenimento di valori normali di glicemia.

  • Ora se pensiamo allo stile di vita moderno, possiamo renderci conto che ci troviamo costantemente esposti a tossine di varia natura: alimentazione, stress, fumo, inquinamento e farmaci contribuiscono a sovraccaricare i nostri organi e in particolare il fegato. Un alimento depurativo e epatoprotettivo può quindi sicuramente aiutarci contro “il logorio della vita moderna”.

Va bene per tutti?

No, grandi quantitativi di carciofo sono sconsigliati a chi soffre di calcoli biliari e alle donne durante l’allattamento. Il carciofo infatti, oltre ad alterare il sapore del latte, sembrerebbe anche ridurne la produzione.

 

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