Le patate sono i tuberi commestibili prodotti da una pianta della famiglia delle Solanacee (la stessa di pomodori, melanzane e peperoni).

Ricche di amido, le patate contengono tra il doppio ed il quadruplo delle calorie rispetto alle verdure comuni, ed il 50% in più dell’energia rispetto ai frutti dolci più calorici, ma sono comunque meno caloriche dei cereali e dei legumi. L’energia è conferita principalmente dai carboidrati complessi, seguiti dalle proteine e infine dai lipidi. Contengono inoltre abbondanti fibre, e tra le vitamine troviamo buoni livelli di vitamina C e acido folico, carotenoidi e vitamina B3. Per quel che riguarda i sali minerali, sono buone le concentrazioni di potassio e zinco.

In fitoterapia si riconoscono alle patate proprietà energetiche, protettive sulla mucosa gastrica, diuretiche ed emollienti. Il succo di patata è un concentrato di tutti i suoi principi attivi, attenzione solo allo stato di conservazione delle patate stesse. In cosmetica, invece, le fette di patate sono ottime per lenire rossori e pruriti della pelle, e migliorare gli eritemi.

Ci sono però degli accorgimenti di cui tener conto quando si cuociono le patate, e per conservarle quando avanzano.

Ecco 5 consigli:

  • 1. NO ALLE PATATE CRUDE: le patate non vanno mangiate crude, perché risulterebbero indigeste. L’amido contenuto nelle patate crude in forma cristallina infatti non può essere attaccato dai nostri enzimi digestivi. Inoltre, le patate crude contengono degli antinutrienti, come le lecitine, cioè delle sostanze che impediscono all’organismo di assorbire gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. I problemi dati dagli amidi e dagli antinutrienti si risolvono proprio con la cottura.
  • 2. NO ALLA COTTURA AD ALTE TEMPERATURE: quando gli alimenti ricchi di amido, come appunto le patate, vengono cotte ad elevate temperature, si sviluppa acrilamide, una sostanza molto tossica. Per “cottura ad alte temperature” si intendono frittura, cottura al forno e lavorazioni industriali, dove si raggiungono almeno i 150°C. Attenzione quindi alle patate al forno e fritte che possono diventare pericolose per la salute soprattutto quando diventano croccanti e si anneriscono, proprio per via della formazione dell’acrilamide.
  • 3. EVITATE LA PRECOTTURA: le patate che acquistiamo surgelate spesso sono precotte e proprio il processo della doppia cottura potrebbe portare allo sviluppo di sostanze cancerogene, come l’acrilamide. Secondo gli esperti, la formazione di acrilamide nelle patate fritte è inevitabile, ma nel caso di patate precotte, dove la frittura è addirittura doppia, i livelli di acrilamide aumentano. Questo è il motivo per cui i medici consigliano di evitare di mangiare prodotti fritti e precotti, e di sceglierne invece di freschi.
  • 4. ATTENZIONE AI GERMOGLI: le patate contengono solanina, un alcaloide considerato potenzialmente tossico, e che aumenta quando le patate formano i germogli o quando hanno delle macchie verdi sulla buccia. La solanina è l’arma di difesa delle patate e di altri ortaggi contro i parassiti. Il problema si presenta quando si consumano grandi quantità di patate in un solo pasto, o quando si consumano patate che avevano i germogli. In questi casi si può andare incontro ad intossicazione da solanina, che può provocare sintomi ben riconoscibili come tachicardia, nausea, vomito e diarrea.
    La solanina è presente in quantità maggiore nella buccia delle patate rispetto alla polpa, per cui il consiglio per evitare di assumere solanina in eccesso è di preparare le patate cuocendole senza buccia, e di evitare comunque di mangiare patate germogliate o con macchie verdi sulla buccia, caratteristiche che si presentano quando le patate vengono esposte alla luce e al sole, conservatele quindi al buio.
  • 5. COME CONSERVARLE? Quando avanzano delle patate cotte, il consiglio è di conservarle in frigorifero nella classica ciotola e di consumarle entro breve tempo. Possiamo stare tranquilli nel mangiare le patate avanzate perché non fanno male. A volte le patate dopo la cottura possono scurirsi ma si tratterebbe di un fenomeno normale, le patate cotte infatti si anneriscono per via di una reazione chimica tra il ferro e l’acido clorogenico.
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