Il 2016 è stato dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali l’anno dei cammini. Un’occasione, per chi non si è mai avvicinato a questa dimensione, per scoprire quella che è molto di più di una “camminata”: è rallentare i ritmi e godere dell’essenziale, un modo di cercare un contatto con la natura e la propria parte più intima.
Scegliere di camminare

Alcuni intraprendono un cammino per ragioni religiose o spirituali, altri per fuggire dalla città e scoprire luoghi nascosti e incontaminati del proprio Paese, altri la vivono come una sfida verso sé stessi e altri ancora semplicemente come una vacanza alternativa.

Indipendentemente dalla ragione che spinge una persona a intraprendere uno degli innumerevoli cammini esistenti, sembra esserci un filo conduttore tra le diverse esperienze: è come se si creasse uno status del “camminatore”, una condizione nella quale ci si sente liberi, di chiedere e ricevere aiuto, come pure di assistere l’altro, che sia esso o meno un viaggiatore. Una delle emozioni più forti che si possono provare durante queste esperienze è infatti proprio quella della solidarietà, la quale in altre condizioni non appare purtroppo così scontata.

Una fortuna per chi vive in Italia è che qui i cammini di certo non scarseggiano: oltre alla nota Via Francigena vi sono la Via degli Dei, che collega Bologna a Firenze immergendosi negli Appennini, la Via di Francesco per raggiungere Assisi e altre meno conosciute, come lo stupendo cammino di Sant’Agostino, che collega in 325 km trenta santuari mariani della Brianza… solo per citarne alcune!
Uno spettacolo nella natura: la Via Francigena
Uno dei cammini più conosciuti in Italia è senza dubbio quello che viene chiamato Via Francigena. Si tratta di un percorso che nel medioevo univa Canterbury a Roma, battuto prevalentemente dai pellegrini. Che si scelga di percorrerlo a piedi o in bicicletta, nella sua interezza o solo per un paio di giorni, questo percorso è oggi in grado di offrire alla vista paesaggi spettacolari, mentre dona alla mente un’occasione unica di distensione e di riflessione.
Il tratto italiano della Via Francigena è costituito da 44 tappe in circa 400 chilometri, dalla Val d’Aosta fino al Lazio.
Partendo da Aosta, si prosegue con un tragitto piuttosto impegnativo ma ricco di panorami alpini mozzafiato e castelli da ammirare. Con l’ingresso, in seguito, nel territorio piemontese, i rilievi si addolciscono e il cammino diventa meno difficoltoso, caratterizzato da un’alternanza di borghi caratteristici e di tratti immersi nella natura; qui vi è la possibilità di includere anche visite più “turistiche”, come quella al centro storico di Ivrea. Dopo aver attraversato la pianura vercellese, ricca di specchi d’acqua e di diverse specie avicole, si percorre un tratto di Lombardia, costellato di graziose chiesette e cascine storiche; nel pavese vi è inoltre modo di passare per il Parco del Ticino.
In seguito si percorre un tratto sulle rive del Po, fino a raggiungere Piacenza e le campagne circostanti. Ha inizio un po’ più avanti un piacevole paesaggio collinare, che ci condurrà fino alla Toscana, non senza qualche pendenza impegnativa.
Questa regione ospita alcune tra le tappe più suggestive: dalle colline lucchesi che conducono fino alla cinta muraria e all’anfiteatro di Lucca, al magnifico borgo di San Gimignano che, se raggiunto a piedi, acquisisce un fascino ancora maggiore; passando poi per una delle tappe più belle dell’intera Via Francigena, che conduce a Monteriggioni. Può essere inclusa nella camminata anche la magnifica città di Siena.
Le ultime tappe si snodano infine nel Lazio: si tratta di percorsi ricchi di uliveti, prati e boschi, in cui colpiscono la bellezza del lago di Bolsena, una via Cassia ancora in ottime condizioni e interessanti resti storici romani ed etruschi; fino a raggiungere, finalmente, la Città Eterna.

 

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