La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo piuttosto comune e semplice da identificare: si manifesta con sintomi come crampi e dolori all’addome, sensazione di nausea, gonfiore e presenza di diarrea, stipsi o un’alternanza fra l’una e l’altra.

 

Fortunatamente, la presenza di questo disturbo non è collegata allo sviluppo di patologie più gravi; eppure, quando prolungata nel tempo, la sindrome dell’intestino irritabile rischia ovviamente di ridurre la qualità della vita di chi ne soffre. Attualmente non è ancora stata identificata una singola causa scatenante: si tratta probabilmente di un mix di fattori psicologici e fisici. Da un lato, come riflesso della reazione dell’organismo a un eccesso di stress, dall’altro a causa di una marcata sensibilità dell’intestino nei confronti di determinati alimenti.
Alimentazione consigliata
È importante agire sul fronte dello stress per risolvere questa patologia, ma non è sempre possibile eliminare tutti gli elementi che provocano tensione nella propria routine quotidiana; anche per questo è importante invece agire sul fronte dell’alimentazione, imparando a identificare quali sono gli alimenti che sensibilizzano il nostro intestino e quali invece possono essere assunti senza problemi.

 

Quello che vi suggeriamo è un elenco esemplificativo: sta poi a ognuno cercare di individuare quegli alimenti che sembrano non essere ben tollerati dal proprio organismo ed eliminarli dalla dieta o ridurne il consumo.

ALIMENTI NO

  • CAFFÈ: la caffeina tende a irritare ulteriormente la mucosa intestinale, aumentando sintomi come crampi e gonfiore addominale;
  • LEGUMI: i legumi tendono a fermentare all’interno dell’intestino causando la formazione di gas addominali; questi, oltre a gonfiare, possono anche causare dolori alla pancia;
  • Per lo stesso motivo, sarebbe da evitare quella FRUTTA CHE FERMENTA, come uva, prugne, ciliegie e melone;
  • SALUMI e CARNI GRASSE: un’assunzione eccessiva di grassi tende a peggiorare ulteriormente la condizione del colon irritato;
  • ALIMENTI FRITTI: la frittura come metodo di cottura andrebbe sempre limitata, a maggior ragione in presenza di problemi di questo tipo.

ALIMENTI SÌ

 

  • YOGURT: riequilibra l’intestino favorendo lo sviluppo della flora batterica;
  • Tra gli ORTAGGI consigliati si trovano quelli che non tendono a fermentare nell’intestino: per esempio, patate, zucchine, carote, sedano, zucca;
  • Tra la FRUTTA CHE NON FERMENTA: agrumi, banane, kiwi e limoni, le cui fibre aiutano a riequilibrare l’intestino;
  • PESCE e CARNE MAGRI: da cuocersi preferibilmente al vapore senza aggiunta di grassi;
  • FORMAGGI STAGIONATI e a basso contenuto di grassi, come il Parmigiano.
Rimedi naturali
Anche la fitoterapia rappresenta un valido aiuto nel combattere la sindrome dell’intestino irritabile. Ecco alcune delle sostanze più indicate, da assumere sotto forma di tisana o di integratore:
  1. La MALVA. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti, è l’erba ideale per sfiammare le mucose irritate.
  2. La MELISSA. Oltre ad agire come tranquillante aiutando superare gli stati ansiosi, la melissa favorisce anche la rimozione dei gas presenti nell’intestino, riequilibrandolo.
  3. La CAMOMILLA. La camomilla favorisce la digestione, riducendo il problema del gonfiore e degli spasmi addominali.
  4. L’ANICE. L’infuso di anice è l’ideale per calmare i dolori addominali dovuti all’intestino irritato; è però sconsigliato in presenza di diarrea per via delle sue proprietà lassative.
  5. La SALVIA. Dalle proprietà astringenti, quest’erba è invece l’ideale per calmare gli episodi di diarrea, e anche per combattere nausea e vomito.
Alcuni semplici consigli

Alcuni piccoli accorgimenti quotidiani possono essere d’aiuto a superare il problema di un intestino irritato. Per esempio:

  • Alimentarsi con regolarità senza saltare i pasti
  • Evitare di mangiare troppo velocemente
  • Fare una camminata, anche breve, dopo mangiato

 

Queste informazioni hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il consiglio del medico. I curatori di queste informazioni non si assumono alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso diverso da quello puramente divulgativo.