Quante volte dopo aver mangiato ci si sente appesantiti e assonnati? O si combatte con la nausea e i bruciori di stomaco?
Così si rinuncia ad alcuni cibi, come la pizza del sabato sera o il sushi desiderato, per evitare di passare una notte con acidità e dolori. Oppure si provano diversi rimedi per digerire e riuscire a dormire serenamente. Questi problemi di cattiva digestione sono, in molti casi, sintomo di una carenza enzimatica. Scopriamo gli enzimi per digerire bene.

Gli enzimi sono molecole di natura proteica che ci scompongono i cibi in molecole semplici, facilmente assimilabili dall’organismo.

Quando questi lavorano bene il nostro stomaco è leggero e non risentiamo di nessun disturbo dopo i pasti. Ma gonfiore addominale ed eccessiva sonnolenza sono campanelli di allarme che indicano una digestione difficile. Spesso questi sintomi si manifestano con l’avanzare dell’età, momento in cui la produzione di enzimi si riduce e aumentano le difficoltà digestive.

Specifici ENZIMI per digerire diversi alimenti

Esistono diversi tipi di enzimi, ognuno volto alla digestione di specifici tipi di alimenti, i più importanti sono:

  • Amilasi: digerisce i carboidrati, come pasta, pane e pizza trasformandoli in zuccheri semplici facili da assimilare. L’azione dell’amilasi comincia durante la masticazione in quanto si trova nella saliva e continua poi a livello intestinale grazie alla secrezione da parte del pancreas. Oltre a scomporre i carboidrati l’amilasi serve ad evitare che gli zuccheri prodotti diventino nutrimento per i batteri intestinali, fermentando e producendo gas e fastidiosi gonfiori.
  • Proteasi: serve a spezzare le proteine nei loro componenti, gli amminoacidi, ed evitare problemi di meteorismo e di rallentamento metabolico che portano a sonnolenza. Hanno inoltre azione antiinfiammatoria e anti-edematosa, contrastando l’accumulo di liquidi in eccesso.
  • Lipasi: questi enzimi servono, come suggerisce il nome, a digerire i lipidi, cioè i grassi, in acidi grassi. Vengono secreti da lingua, pancreas e stomaco ed agiscono durante tutta la fase digestiva per scomporre quanti più grassi possibili. Questi se mal assimilati possono rallentare l’intero processo digestivo.
  • Lattasi: deputata alla scissione dello zucchero del latte, il lattosio, in galattosio e glucosio. Si trova prevalentemente nei villi intestinali. Un deficit di questo enzima porta alla famosa “intolleranza al lattosio” che causa gonfiore addominale, flatulenza e diarrea in caso di ingestione di alimenti contenenti lattosio. Una causa indiretta della carenza di Lattasi è la minore assunzione di latte e suoi derivati per evitare i disturbi intestinali con conseguente riduzione dell’assunzione di calcio.

Come integrare gli ENZIMI

Per sopperire alla carenza di questi enzimi, che comporta le difficoltà digestive e i disturbi intestinali, è possibile ricorrere all’uso di integratori per favorire la digestione. Questi integratori si trovano in commercio in diverse associazioni enzimatiche, da quelli per la digestione del solo lattosio alle formulazioni complete, sotto forma di capsule da assumere prima o dopo i pasti.

La loro azione migliora se presi insieme ai probiotici che, sostenendo la funzionalità intestinale, migliorano anche l’assimilazione e la digestione dei cibi.

Un’altra possibilità è data dall’associazione del complesso enzimatico con estratti di origine naturale che sostengono l’attività gastrica. Tra questi i più utilizzati sono:

  • L’estratto di carciofo. Stimola la produzione di bile a livello epatico, consentendo di digerire anche un pasto pesante e ricco di grassi
  • L’estratto di zenzero. Stimola la produzione di succhi gastrici e contrasta i disturbi di una cattiva digestione, come il meteorismo e la nausea, mentre favorisce la crescita della flora intestinale.