L’utilizzo di lieviti è estremamente diffuso in cucina e nelle preparazioni industriali, per ottenere un prodotto soffice e invitante.
Il lievito di birra risulta anche ricco di nutrienti utili all’organismo, per il suo alto contenuto di proteine, vitamine B e sali minerali, tanto da venire consigliato come integratore per gli sportivi, o per la bellezza di pelle e capelli.

MA NON PER TUTTI

Un ingrediente utile, insomma, se non fosse che i microrganismi da cui è composto non sono ben tollerati da tutti. I lieviti producono infatti delle sostanze, denominate purine, che possono:

  • rallentare il metabolismo
  • alterare l’equilibrio dell’organismo
  • causare gonfiore e senso di pesantezza

Alcune persone risultano particolarmente sensibili a questi processi, tanto da sviluppare una forma di intolleranza che può arrivare a manifestarsi anche con delle eruzioni cutanee.

ALIMENTI DA EVITARE

Questi tipi di sensibilità o intolleranze non si manifestano solo con alimenti cui sono stati aggiunti lieviti, come i prodotti da forno, ma anche con quelli che hanno subito un processo di fermentazione.

Cibi zuccherini, dado da brodo, latticini, amidacei, bevande alcoliche… è proprio questa abbondante presenza neivari prodotti che assumiamo, che finisce per rendere l’organismo più sensibile.

LIEVITO DI BIRRA

Se si avverte una sensibilità al lievito di birra, la sua assunzione andrebbe evitata o limitata, perché può causare:

  • meteorismo e gonfiore addominale
  • colite, specialmente se cronica o ricorrente, il lievito irrita ulteriormente
  • micosi, alcune sono provocate dai lieviti stessi
  • problemi alle articolazioni, a volte questi dolori sono causati proprio da una sensibilità ai lieviti
  • emicranie ricorrenti
  • mal-assorbimento e irritabilità intestinale: l’aumento di lieviti all’interno dell’intestino può indebolire i batteri “buoni” e alterare la flora intestinale, ostacolando l’assorbimento dei nutrienti.

E IL LIEVITO MADRE?

Il lievito madre, conosciuto anche con il nome di pasta madre o pasta acida, è anch’esso un lievito fermentato, ma ottenuto in modo più naturale e con tempi più lunghi.
Seppur meno disequilibrato rispetto al lievito di birra, rimane un lievito, e gli effetti derivanti dalla sua assunzione non sono poi così dissimili: la sua assunzione andrebbe quindi in ogni caso evitata in caso di disturbi intestinali o di gonfiore addominale.

ALIMENTI CHE AIUTANO

Oltre a poter mangiare senza problemi verdura, frutta, cereali integrali, carne, pesce, uova… in alternativa al pane classico vi sono molti prodotti validi: gallette di riso, fette di segale, schiacciate croccanti e tutti i prodotti che indicano “senza lievito”.

 

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