“Noi siamo quel che mangiamo” è un mantra ormai conosciuto da tutti. Ci ricorda come l’alimentazione sia importante e un grosso tassello per il mantenimento della nostra salute. Mai come ora ne possiamo essere così sicuri.

Diverse ricerche scientifiche hanno portato alla luce dati interessanti riguardo a come ciò che mangiamo influenzi, non solo il nostro peso o la quantità di grasso che accumuliamo, ma anche come possa causare malattie.

Tutto ciò che ingeriamo viene digerito, assorbito e scomposto in elementi essenziali per la nostra sopravvivenza e, così, reso disponibile ed utilizzato dalle nostre cellule. Il cibo ci mantiene in vita e ci sostenta, ma ciò che ingeriamo entra a far parte del nostro organismo, con i suoi pregi e i suoi difetti.

L’accumulo di grasso può causare inestetismi esteriori, ma causa anche danni al nostro organismo non rilevabili esteriormente, che nel tempo logorano la nostra salute, causando danni a diversi organi che si traducono in malattie croniche.
Gli studi compiuti hanno evidenziato che l’organismo umano potrebbe vivere fino a 120 anni, ma il modo in cui viviamo, il cibo che consumiamo, l’inquinamento e altri fattori ne influenzano la salute causando malattie e problemi che accorciano drasticamente la nostra durata di vita.

L’importanza di una dieta corretta

Possiamo però combattere questo invecchiamento precoce attraverso il cibo, cercando di porre attenzione a quello che mangiamo.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che il grasso bianco accumulato libera molecole che causano infiammazione in tutto l’organismo. Questa è lenta e costante, tanto da diventare cronica senza mostrare sintomi esterni, motivo per il quale viene chiamata infiammazione silente.

Questo stato d’infiammazione costante causa una lenta degenerazione degli organi che col tempo si traduce in malattie acute o croniche. Tali malattie riducono l‘aspettativa di vita peggiorando la condizione di salute dell’individuo.
Per contrastare questa degenerazione bisogna quindi cercare di limitare l’accumulo di peso.

Parlando di questo problema il primo pensiero è rivolto alle diete. Molte persone negli ultimi anni hanno capito la stretta correlazione tra le calorie ingerite durante la giornata e il grasso che accumuliamo o che perdiamo. Quest’attenzione alle calorie e l’idea di voler perdere peso velocemente hanno scatenato il diffondersi di molte diete ma, molte di queste, sono molto sbilanciate e apportano nutrienti in modo errato.

Queste diete sono solitamente dette “low carb” perché evitano o riducono ai minimi termini il consumo di carboidrati a favore di un eccessivo consumo di proteine sia animali che vegetali. Questo perché l’assunzione di carboidrati, specie se a veloce assorbimento, causa un picco di insulina che permette l’ingresso del glucosio nelle cellule. Quelle che accumulano il grasso (gli adipociti) trasformano questo glucosio in grasso. Lo stesso fa il fegato una volta raggiunta la saturazione di glucosio. Per questo motivo tali diete escludono i carboidrati dagli alimenti concessi, perchè è molto difficile evitare l’accumulo di grassi consumando abitualmente carboidrati, soprattutto se ad alto indice glicemico. Ma, non solo i carboidrati sono un mattoncino essenziale per il nostro organismo, ma l’eccessivo consumo di proteine, che fa perdere velocemente peso perché causa meno rilascio d’insulina, porta il corpo in una situazione di chetosi molto pericolosa per l’organismo, con conseguente affaticamento del fegato.

È importante capire che una dieta corretta non elimina nessun nutriente, ma semplicemente li bilancia permettendoci di rimanere in salute.

La dieta è un nostro alleato per combattere l’infiammazione silente

Come possiamo combattere questa dannosa infiammazione? Possiamo consumare alimenti ricchi di antiossidanti che proteggano le nostre cellule dallo stress ossidativo e dai radicali liberi che danneggiano il nostro DNA.
Seguendo una dieta equilibrata è possibile, infatti, ridurre lo stato d’infiammazione e l’accumulo eccessivo di grasso.

I quattro consigli principali da seguire per proteggere il nostro organismo sono:

  • 1. Mangiare molte verdure ogni giorno.

Basta inserirle in ogni pasto della giornata, dal pranzo alla merenda fino alla cena. Le verdure, non solo apportano vitamine e minerali, ma contengono molte sostante antiossidanti che aiutano a proteggere il nostro organismo dai radicali liberi. Inoltre le loro fibre grezze aiutano la salute dell’intestino e della sua flora oltre a ridurre l’assorbimento dei carboidrati e aiutano a ridurre il picco glicemico dopo i pasti.

  • 2. Consumare cereali a basso indice glicemico

Preferire riso integrale, pasta integrale o di grano saraceno, ma anche orzo, miglio, quinoa, avena che non causano il picco di insulina e riducono così l’accumulo di grasso bianco.

  • 3. Consumare alimenti ricchi di omega 3

Gli omega 3 esercitano un’azione protettiva a livello cardiovascolare e antiinfiammatoria generale e contribuiscono a tenere sotto controllo i valori della glicemia. Per questi motivi sono alleati contro l’infiammazione silente e le malattie degenerative.
Li ritroviamo nell’olio di semi di Lino a crudo, nel pesce (sardine, sgombri, merluzzo, tonno, salmone, ecc) e nella frutta secca come noci, mandorle e anacardi.

  • 4. Preferire frutta di stagione

In questo modo si avranno molti nutrienti e frutta ricca di vitamine e antiossidanti che aiutano il nostro organismo a rimanere in salute. Meglio limitare la frutta troppo zuccherina che, causando picchi di insulina, favorisce l’accumulo di grasso.

Mettersi a dieta, seguendo un corretto regime alimentare, soprattutto se seguiti da uno specialista, non è più solo un modo di perdere peso per migliorare la propria immagine, ma diventa allora un modo di rieducarsi a mangiare correttamente tutti i giorni, perdendo le abitudini sbagliate con l’obiettivo di migliorare la propria salute attuale e futura.

 

Queste informazioni hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il consiglio del medico. I curatori di queste informazioni non si assumono alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso diverso da quello puramente divulgativo.